I saperi per la scuola del 2000

La matematica

Questo dibattito (S. Miniato, 4 marzo 1998) [a cui io sono stato invitato per parlare dei contenuti di matematica] viene a cadere in un momento in cui è appena stata data notizia del giudizio nettamente negativo sulla preparaztone matematica dei giovani italiani, nell'ambito un'indagine internazionale dal titolo "Third International Mathematics and Science Study". In sostanza, l'inchiesta rileva che nel nostro paese c'è una fascia molto grande di insufficienti in matematica (più o meno come negli Stati Uniti) ma, (a differenza degli Stati Uniti), manca quasi del tutto una piccola frangia di élite.

Mio commento:

a) Non credo che ci sia un caso singolare per la matematica. La matematica ha solo il ruolo di rivelatore impietoso di certe carenze, che riguardano però tutte le materie. Piuttosto direi che la matematica abbia un ruolo caricaturale, nel senso che le carenze non possono essere nascoste e chi fa matematica è quasi costretto ad un atteggiamento di modestia. La matematica, per sua natura, esige in massimo grado un anticipo di fatica e di tensione rispetto alle gratificazioni; quindi la matematica è vittima predestinaia alla mentalità del tutto e subito che ora imperversa, della generale mancanza di silenzio, della banalità dei traguardi e dei modelli sociali che sono oggi proposti ai giovani.

b) Penso che l'insuccesso dell'insegnamento della matematica non dipenda dalla impreparazrone degli insegnanti. Fra i tanti insegnanti di matematica della Scuola Secondaria che conosco, ce ne sono molti che hanno un'ottima cultura, che sanno lavorare bene con il calcolatore, che ci tengono ad aggiornarsi. Tuttavia, devo rendermi conto che, in molti casi, anche il loro insegnamento segue i cliché di sempre, cioè, è più addestramento che educazione. Direi che l'insegnante di matematica è ormai rassegnato al peggio; il così detto contratto didattico, nel campo della matematica ha assunto i connotati di una svendita. L'insegnante di Matematica esige sempre meno. soprattutto in fatto di comprensione; se mai, le sue richieste si appuntano sull'esecuzione meccanica di certe procedure. Il ruolo cognitivo dell'insegnante diventa sempre meno importante rispetto al suo ruolo di operatore sociale, di assistente giovanile che salva il salvabile. (Di fronte alla droga, che cosa valgono i logaritmi?)

c) In un articolo pubblicato recentemente su una rivista culturale di matematica (lettera PRISTEM) e ripubblicato da "Scuola e Didattica" ho passato in rassegna i tentativi che i matematici italiani hanno fatto negli ultimi decenni per migliorare l'insegnamento della matematica a livello della scuola Media, Secondaria Superiore ed Elementare: tentativi tutti finiti in pesanti sconfitte, ad opera di un avversario senza volto, e sotto gli occhi del Ministro del momento, generalmente interessato ad altro. Valga l’esempio della scuola elementare. Durante gli "anni ottanta" c'è stato un forte interesse dei matematici per questo campo, interesse culminato nel lavoro comune per i nuovi programmi nell'ambito della commissione Fassino-Laeng. Ma durante gli "anni novanta" la consegna è stata quella di smontare tutto quello che era stato faticosamente costruito. Nel concorso magistrale che è stato fatto nel frattempo non si è inserita la matematica fra le materie di esame. Le iniziative di ricerca didattica e di aggiornamento per la scuola elementare che, almeno in certe regioni, erano state impiantate in occasione del Piano Pluriennale di Aggiornamento" sono state man mano espulse dalla scuola. Ora, i libri su cui si formano i maestri, e, in particolare, quelli che svolgono il modulo" di matematica sono pieni di errori. Ma parlando di errori si dice poco; la parola più adatta sarebbe insulsaggini, cioè discorsi fatti da persone che non conoscono le basi di ciò che si propongono di insegnare e non sanno in quale direzione camminare. Stando così le cose, penso con preoccupazione al futuro delle "Facoltà di scienze della formazione" in cui i pedagogisti saranno, di fatto, gli unici mediatori culturali anche riguardo alla Matematica e alle Scienze.

d) Venendo alla parte costruttiva del mio intervento, mi pare che la ridefinizione dei contenuti sia stata fatta recentemente più volte e che il materiale raccolto possa essere ancora utile. Per quello che riguarda la matematica, una piccola Commissione potrebbe fondere il programma PNI e il programma Brocca, togliendo qualcosa che c'è di troppo e migliorando le connessioni e la chiarezza dell'impianto. Però, per evitare che i nuovi programmi rimangano lettera morta o siano interpretati in modo distorto, occorre creare organi stabili che vedrei come strutture miste università-scuola. La mia opinione è che per questo tipo di attività la sede idonea sia quella regionale che gli IRRSAE, anche per il collegamento istituzionale che essi hanno con le università del territorio, debbano avere in questo processo un ruolo importante.

e) Dai tempi, ormai lontani, della Senatrice Falcucci non si fanno più concorsi. Se avessi tempo, sarei in grado di esporre un'analisi dettagliata del modo con cui l'assenza di concorsi -- e il ricorso a sanatorie, a canali privilegiati -- finisce per degradare l'intero corpo docente trasformandolo in una categoria assistita. Speravo che il nuovo governo desse un risoluto segnale di cambiamento, invece i mesi passano senza decisioni. Il danno per i giovani più valorosi è enorme. Si sarebbe potuto approfittare della generale crisi occupazionale per assicurare alla scuola italiana un numero -- eventualmente ristretto -- di insegnanti di ottimo livello; invece nulla. Non ci si rende neppure conto che è un diritto dei giovani quello di poter ottenere un'abilitazrone, anche a prescindere dal posto. Non vedo perché un laureato in chimica o in ingegneria possa abilitarsi entro pochi mesi dalla laurea, e un laureato in matematica o in lettere no. Purtroppo l'opinione pubblica non capisce molto di questi problemi; ma penso che arriverà il giorno in cui l'avere svenduto le cattedre della nostra Scuola verrà considerato una colpa non inferiore a quella di avere preteso tangenti per opere pubbliche. in conclusione, per la Scuola e per altri campi di interesse fondamentale per il Paese mi auguro sostanziose riforme, ma soprattutto un briciolo di onestà e costante ordinaria amministrazione.

Giovanni Prodi

Giovanni Prodi: Estratti/I saperi per la scuola del 2000 (last edited 2019-10-17 09:48:01 by Pietro)